Internet, mon amour!

Ogni 17 05_INTERNET MON AMOURmaggio si celebra la Giornata Mondiale delle telecomunicazioni, istituita dall’Unione Internazionale per le Telecomunicazioni (UIT), agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel settore, con l’obiettivo di evidenziare quanto l’avvento di Internet e delle tecnologie delle comunicazioni abbia influito, in varia misura, su tutte le comunità economiche e mettere in luce il potenziale di queste nuove tecnologie, che può essere sfruttato per migliorare le condizioni di vita soprattutto della popolazione che vive in remote aree rurali.
La data non è stata scelta a caso: il 17 maggio 1865 è stata infatti sottoscritta a Parigi la prima Convenzione telegrafica internazionale dai 20 membri fondatori della UIT.

Ma quanto ha influito la rivoluzione dell’informazione sul lavoro di uffici stampa e redazioni giornalistiche?

C’era un tempo in cui le relazioni si toccavano con mano, i giornalisti erano pochi, altamente qualificati e amici stretti degli addetti stampa, con i quali collaboravano braccio a braccio. L’ufficio erano le strade della città dove si cercavano le notizie, gli scoop e gli eventi, dove far incontrare la stampa con i clienti e stringere rapporti coltivati giorno dopo giorno.

D’altra parte l’avvento di Internet è stata una rivoluzione con pochi precedenti nella storia dell’umanità, comportando notevoli vantaggi e riuscendo a consentire una comunicazione in tempo reale anche da remoto, fino al punto in cui l’immediatezza di informazione non è diventata un aspetto imprescindibile del lavoro. Le testate sono aumentate notevolmente, fino a creare un labirinto virtuale in cui è spesso difficile districarsi; i giornalisti si spostano da una redazione all’altra e se da una parte si stringono rapporti in modo molto più rapido, non è sempre facile mantenerli tutti vitali in egual modo.

Il rovescio di questa strabiliante medaglia di Internet non ha tardato a mostrarsi: troppo spesso infatti l’abuso tecnologico è andato a discapito della qualità delle informazioni. Tutti si sentono opinion leader, molti tuttologi e solo pochi sono quelli veramente qualificati.
Social network e telefoni cellulari hanno poi contribuito a catalizzare e amplificare la reazione dell’opinione pubblica, al punto che ci si sente troppo spesso sotto il giudizio di una gigantesca giuria popolare.

L’istituzione di questa giornata ha un obiettivo nobile: promuovere una cultura globale della comunicazione, sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie e rendendole accessibili a tutti. Saperle usare al meglio si è però dimostrato più difficile del previsto, motivo per cui si è diffusa da più parti la percezione che serva, qui come altrove, un’educazione precisa ed efficace.
Gli indubbi vantaggi apportati dalla rivoluzione dell’informazione non devono essere visti come semplificatori del lavoro, ma un aiuto e una qualifica ulteriori per raggiungere un livello qualitativo (oltre che quantitativo) delle informazioni, impensabile fino a pochi decenni fa.

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