Smart working e Digital PR: l’antidoto al Coronavirus

smartworking b-n 2ABG PR ha introdotto la possibilità di fare smart working sia per la divisione ufficio stampa sia per quella di digital PR già da due anni, e fortunatamente siamo preparati ad affrontare un breve periodo di lavoro agile che garantisca l’operatività dell’ufficio stampa anche in un momento difficile come questo febbraio 2020, in cui autorità e buonsenso impongono alle aziende di limitare le occasioni di contatto e di potenziale trasmissione di virus. Dopotutto, se ci si occupa di “Digital” PR, lo smart working dovrebbe essere pane quotidiano, o  no?

È solo la conferma di quanto l’investimento nel cambiamento culturale e organizzativo delle aziende, in una leadership diversa e la spinta al lavoro per obiettivi, di cui il lavoro agile è espressione, sia stato importante. Speriamo che questo allontanamento obbligato dagli uffici offra la possibilità di riflettere sulle possibilità del lavoro da remoto anche per chi, fino ad ora, non si è interessato.

Fino a pochi giorni fa, lo smart working, il lavoro agile, in Italia era una pratica per pochi eletti, fortunati che lavorassero in imprese dotate di una cultura aziendale moderna, ma CoVid19, volgarmente chiamato Coronavirus, ha scombinato le carte in tavola e in questi giorni sono moltissime le aziende nelle regioni colpite che si sono mosse per far lavorare i propri dipendenti da remoto e non solo quelle che, come noi, si occupano di ufficio stampa e digital PR.

Per facilitare questa mossa dai molteplici vantaggi nella complessa situazione attuale, il 23 febbraio 2020 è stato approvato un decreto che facilita l’applicazione immediata dello smart working senza i vincoli degli accordi aziendali. Così, anche aziende che solitamente non offrono ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da casa, hanno sperimentato per la prima volta un sistema efficace ma che necessita di una certa mentalità e alcuni fattori chiave per funzionare a dovere:

  1. La fiducia tra l’azienda, nel nostro caso l’ufficio stampa, e il lavoratore da remoto. L’azienda deve fidarsi del suo dipendente ed essere sicura che lavorerà come se si trovasse in ufficio (anche se in pigiama!), senza immaginare scenari apocalittici in cui il computer aziendale resta abbandonato sul tavolo e il dipendente divora serie TV su Netflix.
  2. Gli strumenti tecnologici. Il dipendente deve essere messo nelle condizioni di poter lavorare agilmente, però, con i tool necessari (nel caso di un ufficio stampa, il software per la rassegna stampa, ad esempio, e per la divisione Digital PR tutte le piattaforme per un corretto monitoraggio dei social network) e accedere non solo alle email, ma anche ai server dell’azienda.
  3. La familiarità con gli strumenti tecnologici per poter lavorare da casa non è scontata, spesso si devono utilizzare software o device per accedere ai server o ai materiali necessari per lavorare che non si usano abitualmente sui normali PC di casa.

I vantaggi dello Smart working per un ufficio stampa

Nel caso di imprese che hanno deciso di adottare lo smart working soltanto all’arrivo del Coronavirus, fortunatamente può bastare anche un computer e un cellulare aziendale, tuttavia l’impreparazione di alcuni può essere un segnale per chi ancora non è pienamente entrato nel 2020: ormai per tutti i lavori d’ufficio è possibile e doveroso dare la possibilità di fare smart working, non solo in situazioni di emergenza, ma anche e soprattutto nella quotidianità, per migliorare la qualità della vita delle persone che lavorano nell’azienda.

Il panico che ha colto improvvisamente le regioni del Nord Italia forse ha qualcosa da insegnarci: lavorare da casa non è solo uno strumento di emergenza. È parte di una buona cultura della responsabilità e di fiducia tra dipendente e azienda, è la dimostrazione che l’azienda ha a cuore la qualità della vita di chi ci lavora e allo stesso tempo anche della stessa azienda. È provato, infatti, che lo smart working porta benefici notevoli anche alla produttività e alla soddisfazione dei lavoratori, garantendo quindi una performance migliore all’azienda.

L’abbiamo notato anche noi, nel nostro piccolo: certo, dobbiamo ammettere che avere la cucina di casa a due passi non è proprio il massimo per la linea dei nostri affamati colleghi dell’ufficio stampa e della divisione di Digital PR! Ma avremo più tempo per fare un po’ di sport, magari, eliminando il tempo perso nel tragitto casa-lavoro… Si spera.